mercoledì, settembre 30, 2009

Varanasi II

Il secondo e ultimo giorno a Varanasi inizia prestissimo: sveglia alle cinque per poi andare in barca sul Gange.
La luce é molto bella, i ghat sono pieni di gente che si lava e prega; é incredibile che riescano a lavarsi i denti e a bere quell'acqua, ci finisce dentro di tutto, tra le barche ormeggiate abbiamo visto anche una mucca morta in putrefazione, l'atmosfera é intensa.










Prima di rientrare in hotel il tour prevede la visita a due templi dei quali peró non ci interessa niente.

Dal momento che questa sera dovremo prendere il treno notturno per Delhi, decidiamo di dormire fino a mezzo giorno, quando la camera deve essere liberata.

Dopo pranzo vaghiamo in tuc tuc nel caldo per la cittá; inizialmente ci fermiamo in una zona dove per lo piú ci sono laboratori dove si tesse la seta: a piano terra di ogni casa ci sono le macchine per tessere, proprio come succedeva da noi prima dell'avvento del Bangladesh, della Cina e dell'India stessa. Dopo in po' che vagavamo a piedi per le viuzze e fotografavamo si é presentato il capo della "cooperativa", che gestisce il lavoro nella zona, ovviamente ci ha invitato a casa sua per vedere i lavori finiti, alla fine della trattativa siamo usciti con cinque stole di seta da regalare; tutto sommato il prezzo era buono e ci é piaciuto stare un po' al fresco dei ventilatori.
Ritorniamo sui ghat e ci dirigiamo verso quello dove avvengono la maggior parte delle cremazioni, ma non riusciamo ad avvicinarci troppo perché ci invitano a metterci in una zona piena di fumo, ma a noi non piace.

Dal momento che fa molto caldo ed é ancora presto ci facciamo lasciare in un centro commerciale dove passiamo un po' di tempo seduti da McD a fare due chiacchere con calma ed al fresco.

Verso le cinque decidiamo di andare a recuperare gli zaini per poi avviarci verso la stazione.



Arrivati in stazione scopriamo che i posti che abbiamo prenotato non sono in classe SLEEPER, quella nella quale abbiamo passato un sacco di ore quattro anni fa, ma bensí in seconda classe dove c'è aria condizionata ed é pulito!



Qui ti danno addirittura coperte e lenzuola!

Il viaggio verso Delhi non é come ce lo aspettavamo: molto meglio, ma poco India.

--Post inviato da iPhone

martedì, settembre 29, 2009

Benares - Incontriamo il Gange

Eccoci a Varansi, la città sul Gange dove si viene a purificare il proprio carma dai peccati di una vita oppure a morire per ottenere la moksha, oppure come facciamo noi: a vedere tutti quelli che vengono qui per fare quello che ho detto prima.

Arriviamo nel pomeriggio del 29 settembre in aereo, primo volo interno in India, dopo il check in all'hotel Surya prendiamo un tuc tuc che ci porta sui ghat.



A piedi ci avviamo verso il Dasaswamedh ghat dove alle sette di sera si tiene la puja.
Lungo tutto il percorso ci rompono i maroni per fare un giro in barca lungo il fiume, ma noi lo abbiamo già prenotato per l'indomani all'alba.
Camminare lungo queste scalinate che scendono nel fiume é incredibile, si vedono devoti che pregano, persone che si fanno il bagno, altri che si fanno radere barba e capelli a secco!



Verso il tramonto arriva un sacco di gente.



Prima delle sette ci troviamo un buon posto vicino al punto in cui si terrá la Ganga Aarti: la puja.
Assistiamo ai preparativi, ma all'inizio del rito ci rendiamo conto che la posizione non é il massimo e decidiamo di spostarci, mentre lo facciamo pianto un piede in una pozzanghera di melma, per fortuna che avevo deciso di mettere le scarpe!


Il momento della preghiera é travolgente, anche se da un lato potrebbe sembrare una roba per turisti, la presenza massiccia di indiani che prega e si fa traportare lo rende una esperienza vramente interessante.

Al termine della preghiera andiamo dal nostro autista di tuc tuc che ci aspetta, non vediamo l'ora di fare una doccia, la giornata é stata veramente calda e umida.

A cena ci concediamo una scorpacciata di schifezze da McDonald's

-- Post inviato da iPhone

lunedì, settembre 28, 2009

Khajuraho - Visay Dasmy

Oggi arriviamo a Khajuraho, ultima tappa con la macchina, oggi é anche la festività Visay Dasmy che chiude i nove giorni del Navaratra o Durga nomy, non ho ben capito; comunque oggi Ram con una frecci infuocata sconfigge il demone Ravan e lo esilia in Shri Lanka (in nomi che metto al momento sono quelli che mi dicono le persone a cui chiedo e sono scritti cosí come me li dicono o scrivono, appena avrò Wikipedia sotto mano correggerò tutto).
Sulla strada incontriamo tantissimi trattori che trinano carri o carretti con un sacco di persone a bordo e una statua di Ram, vanno tutti verso laghi, laghetti o insenature dei fiumi dove l'acqua é calma perché durante la notte, tra danze e canti getteranno le statue nell'acqua ed incendieranno un fantoccio che rappresenta Ravan.


Alcuni vanno in processione per km


Altri, sempre uomini, ubriachi ballano tutto il giorno dietro a carretti che sparano musica a balla.


A ora di pranzo arriviamo a Khajuraho, ci registriamo in hotel, ci facciamo una foto co Mahendra e lo salutiamo.
Nel pomeriggio visitiamo il complesso di templi famosi per la sculture raffiguranti le posizioni del Kamasutra, a parte queste i templi ed il parco sono molto belli.



Super maiale eccolo qua!


Prima di cena facciamo la cazzata di tornare ai templie ripagare il biglietto, per vedere una palla di spettacolo dove una voce fuori campo racconta la storia di Khajuraho e i templi si illuminano, bella scenografia, ma una palla mortale!

Sulla strada per il ristorante ci imbattiamo nel corteo dei carri che vanno al fiume a gettare le statue, é bellissimo tutti che ballano e si divertono.






Purtroppo l'hotel chiude alle 23:00 e non riusciamo ad andare con il corteo al fiume :-(

Cena al ristorante Mediterraneo, la pizza é molto buona.

domenica, settembre 27, 2009

Agra & Orcha

Oggi visita al monumento simbolo di un paese: il Taj Mahal. La giornata inizia prestissimo: alle cinque e un quarto siamo in piedi e alle sei meno venti siamo i primi davanti alla biglietteria dell'ingresso est. Tanto presto tanto male: appena fuori dalla porta dell'hotel incominciano a romperci i maroni per tuc tuc, cartoline, statuine e balle varie, ma dico io: non dormono, CAZZO?

Abbiamo deciso di andare prestissimo per visitare il Taj in pace con poca gente e alla luce dell'alba, ma il sogno di vedere pochi turisti svanisce subito: c'è già la fila per entrare. All'ingresso mi perquisiscono lo zaino, trovano le cuffie dell'IPhone e mi dicono che non sono ammesse e devo andare a portarle in un armadietto che vicino alla biglietteria, ad 1km di distanza, dal momento che ero giá scazzato glie le ho date e vaffanculo.



L'atmosfera é molto bella, con la nebbiolina che si dirada e il sole che sale, vaghiamo un po' scattando un sacco di foto; per farci fare una foto decente abbiamo chiesto a quattro persone; erano tutti indiani, gli metti la macchina i posizione, gli dici come ci metteremo noi e come dovrebbe essere e loro automaticamente si spostano e la fanno come cazzo gli tira: sempre con noi al centro che copriamo completamente il Taj; finalmente il quarto ci ascolta, c'è un motivo per cui andiamo sempre in giro con il cavalletto: siamo strani, ci piace a modo nostro.

Il Taj Mahal é un mausoleo all'interno del quale si trovano due tombe, circondato da un bellissimo giardino, essendo mussulmano no ci sono raffigurazioni umane o animali, solo decorazioni floreali e preghiere mmussulmane.






Dopo il Taj andiamo al forte di Agra, secondo me non c'è gran ché da vedere, ha solo un bel parco.



Dopo il forte partiamo per Orcha, un viaggio che sembra non finire mai, non riesco a stare sveglio.
Arriviamo tardissimo, in hotel dopo che non sono riusciti a convincerci a prendere una camera al posto della tenda che avevamo prenotato, ci danno una camera comunque perché saremmo stati gli unici nelle tende e non hanno personale della sicurezza per la zona delle tende.

Usciamo per andare al forte, ma non entriamo perché la Ross si incazza quando ci chiedono 25 rupie per ogni macchina fotografica oltre alle 250 a persona, quindi facciamo un giro per la cittadina e nei vari templi quasi disabitati, non sono male: hanno un loro fascino.



Sono molto belle le polveri colorate che vendono nelle bancarelle, in occasione della fine della festività. Oggi é l'ultimo giorno e per le strade si iniziano a vedere i carretti carichi di persone e della statua di Rama, che vanno verso i centri sacri per poi gettare le statue nel fiume o lago che sia.



Dopo i due passi al rientro in hotel ci facciamo un bagnetto in piscina, meritato direi, vista la giornata.
Cena al ristorante vagamente italiano dove la Ross si spara una bruschetta all'aglio e garlic nan con risultato di fiatella spietata, io per non essere da meno mi faccio una "indian style pizza" con cipolla, peperoni, peperoncino e aglio = bella coppia anti vampiro!

-- Post inviato da iPhone

sabato, settembre 26, 2009

Verso Agra - Dal gommista

Luna: Huston abbiamo un problema
Terra: Della via che passate per Jaipur fermatevi un attimo da S.Kasana Wheel Care che gli dá un occhio, ha lo staff piú "folto" di tutta l'India: un dipendente per ruota ma soli uno che lavora!

Sicuramente uno dei tanti problemi della macchina é questo



In realtà ci fermiamo perché secondo Mahendra le gomme anteriori, che sono nuove, lavorano male.

Lo staff di ingenieri gommisti, coadiuvati da attrezzature all'avanguardia scoprono che c'è una vite da srtingere, sono tanto esperti che dopo che hanno "strinto" non ricontrollano con gli strumenti: rimontanono tutto, tranne qualche vite e via che si riparte.







Dopo pranzo succede un fatto inaspettato: Mahendra scopre che la gomma anteriore sinistra, non quella della foto sopra, si sta sgonfiando, che problema c'è dopo aver fatto il pieno, smonta la gomma e la fa riparare da un "gommista nella sabbia".









Il viaggio poi procede senza intoppi, facciamo ancora una sosta a Fathepur dove ci rompono i maroni all'infinito per qualsiasi cosa fuori e dentro il
mausoleo, tanto che poi decidiamo di non andare a verte la tomba della moglie cristiana di Albar.


Qui decidiamo di non andare nella guesthouse che avevamo prenotato anche se il proprietario non accetta la disdetta, vedremo se ci addebiterà la camera; andiamo invece in un hotelino molto vicino al Taj Mahal, all' interno della zona vagamente pedonale. Purtroppo a causa delle varie vicessitudini arriviamo troppo tardi per vedere il Taj al tramonto.

Bella cenetta a lume di candela.
-- Post inviato da iPhone

Viabilità coloniale

Penso che gli indiani in realtà vorebbero andare sulle strade rimanendo sul lato destro, ma gli inglesi che hanno fatto la viabilità, l'hanno prevista per il transito a sinistra ed ora é impossibile tornare indietro; tutto questo provoca un gran casino e tanti incidenti. Questo é un altro esempio di disastro prodotto dall'era coloniale, specie quella inglese.



-- Post inviato da iPhone

venerdì, settembre 25, 2009

Pushkar

Incredibile India! Il bello di dormire in guesthouse o hotelino é che puoi contrattare il prezzo della camera oppure capita che facciano un pó di casino e paghi meno.

Oggi é stata una sfacchinata, abbiamo passato quasi tutto il giorno in macchina per il trasferimento verso Pushkar.

Quasi a metá strada ci siamo fermati a Chittaurgarh, un forte all'interno del quale sono presenti diversi palazzi e templi uno dei quali pieno di scimmie.



La cosa più interessante é stata la zona nei pressi di uno di questi templi dove io e la Ross abbiamo fatto i divi: tutti ci chiedevano di fare foto con loro, famiglie intere; poi c'era una vasca sascra sovrastata da muri abbastanza alti dai quali alcuni ragazzini si tuffavano, tra i tuffatori c'era anche un non giovane che faceva dei super tuffi e ci ha chiesto di fargli le foto.


Prima di arrivare al palazzo ho fatto colazione a base di samosa comperati dall'autista e qui abbiamo avuto conferma che le volte che compera qualcosa per noi ci fa la cresta, una sorta di self tipping.

Finalmente arriviamo a Pushkar, dal momento che non avevamo prenotato niente siamo andati a naso, prima peró abbiamo dato una occhiata ad una guesthouse segnalata sulla Lonely.

Di fatto Pushkar é un centro spirituale caratterizzato dalla presenza di un lago (non so se sia artificiale) quasi circondato da gath dai quali i pellegrini fanno le abduzioni; da una di queste scalinate sono state sparse le ceneri di Gandhi.
Abbiamo cercato di avvicinarci al lago ma siamo stati travolti da una serie di finti sacerdoti che volevano essere pagati per recitarci una preghiera e legarci al polso un porta fortuna, noi siamo letteralmente scappati perché erano troppo insistenti e non si riusciva a stare.
Tolto il lago, Pushkar é un ritovo di frikkettoni che vengono per fare qualche costosissimo corso di meditazione o yoga intramezzato da qualche canna.
Ci sono anche templi, ma sinceramente dopo l'esperienza del lago con l'induismo da turisti ho chiuso.

Per fortuna che alla sera ci siamo rifatti con una ottima pizza.

É un peccato che per colpa di qualche stupido, a volte non si riesca ad esplorare meglio la cultura del posto, sinceramente mi sono rotto di iniziare a fare due chiacchere con una persona che dopo qualche minuto ti vuole portare nel suo negozio o in quello di qualche amico o parente.

-- Post inviato da iPhone

giovedì, settembre 24, 2009

Udaipur - Wanted, a cold experience

Udaipur, la Venezia d'India, come dice la guida, forse perché ci sono i laghi?
In realtà a parte il palazzo del marajá non c'è gran ché, la cosa più bella è stata la vista sui ghat che si godeva dalla camera del Panorama guesthouse


Nella guesthouse abita anche una tartaruga!

Questa mattina ci siamo alzati con molta calma dal momento che in mattinata avevamo poco da fare: vedere il City Palace, addirittura ci siamo concessi la colazione!

Usciamo, la temperatura é gradevole, andiamo al palazzo del marajá dove imparo cosa significa "fila indiana


Peccato che poi diventando grandi si dimenticano: di solito a qualsiasi sportello li vedi tutti ammassati, stessa cosa in strada con macchine e motorini, forse é ache per questo che lo slogan dell'ente del turismo é "Incredible India".

Il palazzo del marajá ora é stato suddiviso in un museo e due hotel di lusso, piccolo eh! La cosa più interessante, anche qua, é la vista che c'è dal tetto.



Dopo il palazzo facciamo due passi sui ghat e per bazar degli indiani e alla fine pranziamo in una german bacherei a base di panino col tonno e fetta di torta, buono, buono.

Il clou della giornata lo abbiamo riservato per il pomeriggio: oggi si va al cinema per un BOLLIWOOD MOVIE.
Mahendra ci passa a prendere e via; il cinema é grande come i nostri di una volta, sono rimasto colpito dalla presenza di spettatori: per essere le tre del pomeriggio la sala é piena.


In India il costo del biglietto varia in base alla posizione nella sala e al tipo di sedia, noi avevamo la sedia base che é una super poltrona con schienale reclinabile e l'abbiamo pagata 160soldi (2,5€circa), i posti più costosi, che sono larghi il doppio degli standard, con poggia gambe e schienale reclinabili elettronicamente costa 400 soldi(7,8€ circa).
L'aria condizionata inizia con l'inizio della proiezione, dopo un quarto d'ora si congela, alla fine del film battevo i denti dal freddo.

Siamo andati a vedere WANTED, come la maggior parte dei Bolliwood movies comprende tutti gli stili possibili: azione, poliziesco, splatter, amore e comico, il tutto unito da tutti gli effetti che si possono trovare in un software di video montaggio.
Tutto sommato mi sono divertito, addirittura non ho dormito!!!

Dopo il cinema siamo andati a vedere uno spettacolo di danze tipiche presso una haveli nella città vecchia poi finalmente cena e letto.




-- Post inviato da iPhone

mercoledì, settembre 23, 2009

Verso Udaipur

Partiamo in mattinata da Jhodpur dopo una notte caldissima senza aria condizionata e con il ventilatore che pareva staccarsi dal soffitto, effettivamente la Durag Niwas guesthouse é stata la peggiore fino ad oggi, unica nota positiva il wifi a sbafo.

In teoria sulla strada per Udaipur era prevista una sosta presso un tempio gianista, ma verificando meglio la cartina ci accorgiamo che il forte che avremmo dovuto visitare domani é a pochi chilometri dal tempio, quindi con grande gioia dell'autista inseriamo la tappa aggiuntiva e cosí ne é uscita proprio una bella giornata.



Il tempio Ranakpur é uno dei più belli dell'India, é completamente costruito in marmo scolpito, i soffitti sono sostenuti da 1444 colonne tutte scolpite con motivi diversi, l'atmosfera é veramente bella, a parte qualche turista di troppo. Finalmente lasciamo da parte il deserto, ora siamo sulle colline che in questo periodo sono verdi e rigogliose.



Dopo il tempio ci avviamo verso il forte di Kumbalgarh, la strada é bellissima: una corsia di asfalto rovinato lunga una ventina di chilometri su e giú per passi di montagna, sulla strada si attraversano diversi paesini, qui si vede proprio la vita rurale indiana.



Il forte all'interno non é un gran che, anzi non c'è niente, ma dal tetto della costruzione più alta la vista é magnifica;



il ricordo migliore del forte é la gara di scoregge che ho fatto con un gruppo di indiani saliti con noi. Salendo le scale mi é venuto lo stimolo, quando poi siamo arrivati sul tetto questi indianotti si mettono in un angolo all'ombra, io mi faccio un giro e mentre faccio una foto sento una "scoreggia in lungo", al che ci penso un attimo, mi guardo attorno per vedere che la Ross non fosse nei paraggi e VRRRROOOM... zó legna, uno scoreggione da iFart e giú tutti a ridere, ovviamente mi sono preso della bestia dalla Ross, ma é giusto cosí, lei non puó capire!

Finalmente arriviamo ad Udaipur, in guesthouse prendiamo una camera diversa da quella prenotata, perché questa é senza finestra, per 700 Rupie (11€) prendiamo la camera con balcone e vista sul lago, molto bella; non a caso si chiama Panorama guesthouse.

Per cena saliamo all ristorante dell'ultimo piano della guesthouse, nel menú vediamo la pizza e ci facciamo tentare, vista l'esperienza dell'altro giorno ed invecie ecco il primo neo della giornata: la pizza é dolce, non so da cosa dipendesse, la Ross schifata non vuole piú mangiare cosí io me le mangio tutte e due, tanto non mi fa schifo niente :-)

Decidiamo di fare due passi verso il forte e qui il secondo neo della giornata: la Ross viene investita da uno strano oggetto non identificato: uno sputo o una merda di uccello, sta di fatto che poverina aveva il morale a terra.

La sera, durante i 9 giorni di Navaratra, nei pressi dei templi e degli altarini disseminati per le città, vengono accese le luminarie e spesso ci sono feste con danze.


Vicino alla guesthouse veniamo attirati da dei canti e timidoni, ma curiosoni come siamo ci avviciniamo e scopriamo una specie di festa di borgata dove tutte le donne e le bambine ballavano al centro del cortile.



-- Post inviato da iPhone

martedì, settembre 22, 2009

Jodhpur

Oggi arriviamo nella capitale della terra della morte (Marwar): Jodhpur, il viaggio é durato 5 ore con sosta in un tempio janista per raggiungere il quale abbiamo allungato un po' la strada. Il tempio in se non era niente di speciale, ma é molto importante per gli indiani.

Qui dormiamo in una guest house dove la camera é senza aria condizionata, a fa un cheld!

Dopo la registrazione in guest house un collega di Mahendra ci porta al forte per la visita, nel frattempo il nostro autista va dal meccanico perché la macchina ha un problema, scopriremo pio che si é rotta una staffa che regge una delle pulegge della cinghia di distribuzione. Povera Ambasador!!!

Il forte Meherangarh é imponente, situato sulla cima di una collina di roccia domina tutta la città, per la visita il biglietto comprende anche le audioguide in italiano, cosí un signore che ha una leggera inflessione veneziana ci spiega un po' di cose.



Dalla cima delle mura si gode una bella vista sulla città blu, detta così perché nella vecchia parte abitata una volta dai ricchi della città, tutte le case erano dipinte di azzurro come Uarzazate in Marocco.










Dopo il forte facciamo una capatina al cenotafio dei Marajá, che non é al livello di quello di Jaipur, poi Mahendra ci porta alla Clok Square, il centro della città vecchia: é prataticamente tutto un mercato di spezie, frutta, verdura, abbigliamento e cianfrusaglie, pieno di gente, mucche, motorini e ovviamente tuc tuc; addirittura un tipo con una Hero Honda senza freni imballa la Ross che si graffia leggermente una gamba.























Ci defiliamo alla ricerca delle case blu, due ragazzine che ci hanno attaccato la pezza capiscono male e ci accompagnano alla Blu House guesthouse, ma sulla strada incontriamo diverse casette interessanti e cosí facciamo qualche foto.
Ho troppa fame, a pranzo abbiamo praticamente saltato quindi non resisto ad un fantastico Samosa.



Tornando al "punto di raccolta" incontriamo un fiammante tuc tuc, il primo NUOVO, illibato, il proprietario fierissimo mi chiede di fare qualche foto e mi da anche la posizione da cui farle!



Fantastico, ne voglio uno anche io!!!

A cena non resistiamo al richiamo delle gobbette gialle e ci facciamo: la Ross un McChiken ed io un McChiken Marajá, il sostituto speziato e senza carne di manzo del Big Mac, poi per non farci mancare niente una scatolina da 9 Nugget!



Rientriamo a piedi per smaltire!!!